Mugello, Toscana

Un giro in Mugello: terra di storia, sapori autentici e ospitalità rurale

Dal paesaggio bucolico alla tavola: dove mangiare in questa valle toscana situata a nord di Firenze.

Il Mugello, affascinante vallata a nord di Firenze, è caratterizzato da una vasta cintura di monti e colline che digradano dolcemente verso la pianura. La sua tradizione gastronomica e di ospitalità affonda le radici nel Medioevo, quando ogni borgo lungo le principali vie di transito – tra cui Barberino, Scarperia, San Piero, Borgo San Lorenzo, Vicchio, Dicomano, San Godenzo, Firenzuola, Marradi e Palazzuolo sul Senio – svolgeva il ruolo di “mercatale”: un punto nevralgico per lo scambio di prodotti agricoli e artigianali. Questa vivace attività commerciale favorì la nascita di numerose locande e osterie, che offrivano ristoro e accoglienza ai viandanti con pasti semplici ma sostanziosi.

Il paesaggio mugellano, che comprende sia il Mugello propriamente detto sia l’Alto Mugello o Romagna Toscana, si presenta variegato e suggestivo. Si passa dalle fitte boscaglie di faggi e querce che dominano i crinali – habitat privilegiato di cinghiali e caprioli – ai pascoli punteggiati da cespugli di ginepro. Si incontrano poi le aree dei castagneti e degli uliveti, gli affioramenti rocciosi, le ampie superfici pianeggianti coltivate a grano e girasoli e, infine, il fertile fondovalle, dove sorgono i principali centri abitati.

I sapori del Mugello

Da questa antica tradizione, il Mugello ha ereditato pochi piatti, ma tutti di grande valore, caratterizzati da sapori autentici, esaltati dagli aromi della cucina locale e mai appesantiti da ingredienti eccessivi o artificiosi. Il piatto simbolo della gastronomia mugellana è senza dubbio il tortello di patate, seguito dalle tagliatelle condite con funghi, cinghiale o lepre, senza dimenticare farinate, zuppe e minestroni.

La carne occupa un ruolo centrale: dalle celebri bistecche alte “quattro dita”, come si usa dire in queste terre, alla rosticciana (costolette di maiale alla griglia) e alla salsiccia, fino ad arrivare a piatti più particolari come il coniglio ripieno e il papero lesso. Tra i formaggi spicca il pecorino, sia nella versione di pura pecora che in quella mista, mentre i contorni si distinguono per l’abbondanza di verdure dell’orto, irresistibili soprattutto nella loro versione fritta.

Tra i dolci della tradizione non possono mancare il pan di ramerino, la schiacciata con l’uva e le classiche crostate alla marmellata. Ma i veri protagonisti sono il castagnaccio e il budino di Marradi, preparato con il pregiato Marrone del Mugello Igp.

Il tutto si accompagna perfettamente con un calice di Pinot Nero (ne parliamo qui) le numerose varietà di birra artigianale – realizzate con farro, pane o marroni – e, per concludere, con i nuovi vermouth e amari, rigorosamente locali.

Ristoranti e agriturismi in provincia di Firenze

All’interno di Vetrina Toscana, il bel progetto che promuove il turismo enogastronomico della regione dove si possono trovare ristoranti tipici che utilizzano la filiera corta con un’accurata ricerca di fornitori locali e una particolare attenzione alla stagionalità, spiccano varie piccole realtà del territorio mugellano. 

Antica Porta di Levante (Vicchio)

Conosciuta per i tortelli di patate e anche per vari piatti di carne, la cucina di Cristian Borchi si basa sulla stagionalità, come i porcini, i tartufi e marroni nel periodo autunnale, mentre i funghi prugnoli e i tartufi marzolini in quello primaverile. Tra le sue specialità si distingue anche l’insalata di farro con anatra e primosale. anticaportadilevante.it

A Casa Mia (Palazzuolo Sul Senio) 

All’interno del villaggio turistico “I cancelli”, nell’omonima località palazzuolese, il locale offre una cucina casalinga a cavallo tra l’Emilia e la Toscana. La pasta è rigorosamente tirata a mano (deliziosi i tortelli mugellani di patate al ragù), mentre la carne scelta con cura con alcune ricette della tradizione che ormai si sono un po’ perse come il “Gran petto”, un piatto tipico fiorentino che si preparava durante le feste di paese. palazzuolo.info/dove/mangiare/il-ristorante-a-casa-mia

La Colombaia (Marradi)

Una locanda situata in una storica costruzione del 1200, ubicata su una collina che sovrasta il paese di Marradi. La cucina è un omaggio alla tradizione Tosco-Romagnola, con piatti casalinghi dove dominano le paste all’uovo, come le tagliatelle, le pappardelle e le paste ripiene. I tortelli di marroni e coniglio con castagne sono assolutamente da assaggiare. lacolombaiamarradi.it

Palazzo Torriani (Marradi)

La famiglia Torriani è proprietaria del palazzo dalla sua costruzione nel XIV secolo. Tante sono le storie racchiuse tra le imponenti mura del palazzo. Anna Maria Torriani è la diretta discendente della famiglia ed è colei che accoglie ogni ospite a Palazzo, ma soprattutto è colei che custodisce le storie e le tradizioni della sua famiglia. Una tradizione strettamente legata a Marradi: i Torriani sono stati importanti proprietari terrieri proprietari di una grande azienda di filanda, raggiungendo nel corso dell’Ottocento la loro massima fortuna. Squisita la colazione rappresentata da salumi, formaggi e yogurt, dolci, marmellate e confetture di produzione famigliare. palazzotorriani.it

Le Delizie del Palato (Marradi)

Rosticceria specializzata in produzione e vendita di pasta fresca fatta a mano: tortelli di patate, tortelli di ricotta e spinaci, tortelli di marroni, ma anche una squisita focaccia di farina di castagne e noci. facebook.com/DelizieMarradi

Gli Allocchi (Marradi)

Questa pizzeria di Jonathan Trombini, faentino, grande esperto della moderna panificazione con un’esperienza ventennale nell’arte bianca (tra cui O’ Fiore Mio), è una vera chicca in zona. Pizze non “necessariamente” gourmet orgogliosamente con ingredienti del territorio, verdure orto e allevamenti locali a parte mozzarella e provola dalla Campania. Tra le specialità dolci, da provare è la brioche di farina e crema pasticcera di marroni: una vera delizia! instagram.com/gliallocchi

Agriturismo Badia della Valle (Marradi)

Durante i frequenti viaggi che lo portavano da Faenza a Firenze, San Pier Damiano, abbandonando le strade principali, percorreva le mulattiere più modeste e nascoste alla ricerca di luoghi solitari dove erigere i suoi eremitaggi. Proprio nella Valle Acerreta trovò la pace e la solitudine ideali per fondare nel 1053 l’Abbazia di Badia della Valle. All’interno del complesso monastico sono stati ricavati il ristorante (succulento il carpaccio di cervo con crema di marroni) e alcuni accoglienti appartamenti. badiadellavalle.it

Maggiori informazioni

In apertura: un paesaggio del Mugello in Toscana (courtesy Shutterstock.com/Marcaia)

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